IL Dolore parte II

IL Dolore parte II

Il dolore parte II

 

il dolore fisiologico 2Il dolore non è un’esperienza gradevole, ma pensare a come evitarlo,  combatterlo e sconfiggerlo rende la vita sicuramente più semplice.

Nello scorso articolo abbiamo appreso come può essere qualificata e quantificata la percezione del dolore, in questo possiamo dedicarci alla ricerca di un perché del dolore e come mai perdura.

Il dolore in sé ha sempre una fonte, le cause possono essere molteplici, ma di qualunque natura siano, esso ha sempre un’origine psico-fisica; quest’ultima gioca, infatti, un ruolo molto importante e non può essere disgiunta da quella fisica. L’ansia, la depressione, ma anche altri stati d’animo possono, pertanto, amplificare la percezione del dolore, facendolo apparire più forte di quanto sia nella realtà. Non sempre il dolore è presente nella zona dei tessuti malati, anzi talvolta è localizzato in sedi distanti da dove esso viene percepito.

La  percezione del dolore può essere suddivisa  in:

  1. Infezione e infiammazioni: nelle infezioni in genere la causa del dolore è l’infiammazione, che compare nella zona infettata come reazione dell’organismo all’invasione da parte dell’agente infettivo. Il dolore da infiammazione di solito si associa ad altri segni, come per esempio gonfiore e calore nella parte infiammata, talvolta arrossamento.
  2. Traumi meccanici: un trauma, come uno stiramento eccessivo di un tendine o di un muscolo o una contusione, può costituire la causa del dolore per attivazione dei nocicettori meccanici. Il dolore è in genere associato alla posizione che si assume oppure a particolari movimenti e scompare con il riposo.
  3. Ustioni: l’ustione può essere di tre tipi: ustione termica, ustione elettrica o ustione chimica. Essa produce dolore immediato per stimolazione diretta dei nocicettori dell’epidermide. Quando è profonda, può distruggere i terminali nervosi, se la distruzione è totale, i terminali nervosi diventano insensibili fino a quando non si rigenerano completamente, ma se la lesione è solo parziale le fibre nervose continuano a inviare messaggi dolorifici.
  4. Allergie: le manifestazioni allergiche possono comparire a carico di diversi organi e apparati: occhi, pelle apparato respiratorio, apparato gastrointestinale, talvolta apparato muscolo-scheletrico. La sintomatologia è dovuta a una reazione infiammatoria prolungata.
  5. Degenerazioni o danni tissutali: tipiche patologie degenerative sono quelle osteoarticolari, come l’osteoartrosi (OA), nelle quali si hanno alterazioni metaboliche delle cellule che costituiscono la cartilagine e degenerazione dei tessuti ossei dell’articolazione. In queste affezioni il dolore è una componente importante. Mentre il danno può essere provocato da un agente esterno o semplicemente da noi stessi, come? Conducendo una vita molto sedentaria oppure svolgendo dei movimenti errati.

In questa panoramica occupiamoci di quest’ultimo punto quello che interessa la molteplicità della gente, perché non dimentichiamo che oggi nei paesi industrializzati una delle patologie più frequenti nella popolazione adulta è il mal di schiena; infatti, la sua incidenza annuale è massima fra la terza e la quinta decade. Più del 70-90% delle persone avrà almeno un episodio di mal di schiena durante la vita. Ogni anno, il 15-45% degli adulti soffre di dolore lombare e una persona su venti si presenta con un nuovo episodio. Insieme al raffreddore comune, il mal di schiena è la ragione più comune di visita al medico di base. I dolori lombari inoltre costituiscono una delle principali cause di assenza dal lavoro e di richieste di visite mediche e indagini diagnostiche.

E’ necessario analizzare, nello specifico, la degenerazione, il danno tisutale e come prevenirli.

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